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Il ritorno di Shackleton: la Hyundai Santa Fe conquista l’artico guidata dal pronipote di Sir Ernest Shackleton
Il ritorno di Shackleton: la Hyundai Santa Fe conquista l’artico guidata dal pronipote di Sir Ernest Shackleton
20.04.2017
  • Una spedizione durata 30 giorni è riuscita per la prima volta ad attraversare il continente più freddo e più secco del pianeta con un’automobile
  • La Hyundai Santa Fe 2.2 litri diesel di serie, leggermente modificata, ha attraversato l’Antartide da Union Camp a McMurdo e ritorno con alla guida Patrick Bergel, pronipote di Sir Ernest Shackleton
  • Hyundai Motor ha realizzato un breve filmato della spedizione – collegatevi sul link hyundaipressoffice.co.uk o su Youtube

 

Hyundai Motor è entrata nella storia dopo che una Santa Fe 2.2 litri diesel, pressoché in versione di serie, è diventata la prima vettura passeggeri ad attraversare il continente artico da Union Camp a McMurdo e ritorno. La Santa Fe è stata guidata da Patrick Bergel, pronipote del leggendario esploratore polare Sir Ernest Shackleton. 

Il viaggio, che si è svolto a dicembre 2016, è stato realizzato per commemorare il centesimo anniversario dell’eroica spedizione transartica di Shackleton negli anni 1914-16. Hyundai ha riassunto l’avventuroso viaggio del pronipote in un breve filmato che è stato proiettato in anteprima mercoledì sera 19 aprile 2017 all'Hospital Club a Londra.

 

Scott Noh, Head of Overseas Marketing Group, Hyundai Motor Company ha affermato: «Conoscevamo la storia di Sir Ernest Shackleton e come azienda siamo in sintonia con il suo coraggio e il suo spirito pionieristico. Il nostro film celebra tale spirito e tramite Patrick, suo pronipote, completa il suo sogno di attraversare l’Antartide esattamente cent'anni dopo. Ci auguriamo che metta in luce Hyundai come una marca che va oltre il semplice trasporto di persone.»

La spedizione di 30 giorni ha visto la Santa Fe prodotta in serie, modificata solo leggermente per supportare i grandi penumatici a bassa pressione, attraversare quasi 5800 km di terreno ghiacciato in condizioni difficilissime.

Oltre a dover percorrere grandi distanze a temperature di meno 28° Celsius, ha dovuto tracciare nuovi percorsi sul ghiaccio galleggiante che non erano prima d’ora mai stati superati da un veicolo a ruote.

Patrick Bergel ha affermato: «La spedizione è stata incredibile, guidare questa auto è stato un vero piacere. A volte ho avuto l’impressione che, più che guidare, veleggiavo sopra la neve. È stata una vera e propria spedizione, una sfida con cui mai nessuno si era confrontato in precedenza. Si è trattato di una prova di resistenza e non di velocità – la media è stata infatti di soli 27 km/h – e l’obiettivo risiedeva nel modo di raggiungere la meta e di gestire la vettura. È impossibile fare un confronto tra ciò che ha fatto mio bisnonno e ciò che siamo riusciti a fare cent’anni dopo. Ma fa comunque un certo effetto essere stati i primi a compiere questa impresa a bordo di un veicolo a ruote.»

A uno dei più grandi esperti di guida sull’Antartide, Gisli Jónsson di Arctic Trucks, è stato affidato il compito di preparare il veicolo per l’evento e di dirigere la spedizione attraverso l’Antartide.

Jónsson ha spiegato: «Si è trattata di una Santa Fe sostanzialmente di serie. Il motore, il sistema di gestione, la trasmissione, il differenziale frontale e l’albero motore erano tutti di serie. Abbiamo dovuto integrare grandi pneumatici a bassa pressione – poiché si trattava essenzialmente di mantenere il veicolo sopra la neve anziché attraversare il mando nevoso. Abbiamo guidato con una pressione degli pneumatici di un decimo rispetto alla normale pressione - una modalità tanto leggera da poter passare sulla mano di una persona senza ferirla! La vettura ‹galleggiava› in modo così leggero sulla neve, sembrava addirittura di volare: al termine della spedizione avevamo consumato tutti gli pneumatici.»

Per integrare gli speciali pneumatici, la carrozzeria dell’auto ha dovuto essere alzata con nuovi telai secondari e nuove sospensioni; nelle ruote sono stati inseriti degli ingranaggi per gestire le diverse forze e per farle ruotare più lentamente a una velocità costante.

L’unica altra modifica è stata quella di aumentare il volume del serbatoio di carburante e di convertire la vettura al carburante Jet A-1, l’unico carburante disponibile sul continente, nonché di installare un preriscaldatore per contrastare il freddo.

«Chi ha una grande esperienza dell’Antartide sa perfettamente a quali sollecitazioni sono sottoposte le macchine motrici: in sostanza tutto va letteralmente a a pezzi,» ha affermato Jónsson. «Persino i grandi macchinari collassano e si spezzano. È la prima volta che l’intera traversata è stata effettuata in entrambe le direzioni. Molte persone pensavano che non ce l’avremmo fai fatta e al nostro ritorno erano semplicemente incredule!»

Il film può essere visto su Hyundaipressoffice.co.uk oppure su YouTube

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